GrandiDomani.com intervista Massimo Raciti
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Com'è stato il tuo provino per entrare nella Fiction Grandi Domani?
Mi ricordo che esattamente un anno fa, la sera del 4 marzo, mi chiamò il mio agente, Roberto Almagià; mi disse che la mattina dopo avrei dovuto essere a Cinecittà per un provino direttamente sul set di una nuova fiction per Mediaset, le cui riprese erano iniziate già da qualche mese. Io ero a Ravenna e passai la notte ad occhi sbarrati studiando le battute che mi erano state inviate via email; ero euforico e contemporaneamente angosciato per la paura di non farcela. Alle quattro di notte mio padre mi portò in stazione a Bologna e alle 9,00 ero già a Cinecittà. Dopo qualche ora mi dissero che potevo restare tra gli alunni della classe di recitazione e a me non sembrava vero !!!
Al provino ero agitatissimo e sinceramente non mi piacqui per niente… ma invece andò bene !
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Dopo qualche ora mi dissero che dovevo essere sul set almeno un paio di giorni alla settimana e che quindi avrei dovuto trasferirmi a Roma. Fortunatamente trovai subito un appartamento a pochi chilometri da Cinecittà, così iniziai a vivere da solo, imparando a cucinare e a tenere pulito l'appartamento (o per lo meno ci provo!). L'unica cosa che non ho imparato a fare è la spesa. Tuttora quando mi presento alla cassa con nutella, pizza, coca cola e altre schifezze varie, sembro il bambino di "Mamma ho perso l'aereo!" !!!
Che rapporto si è instaurato tra i ragazzi del cast?
Si è formato un vero e proprio gruppo e quando ci incontriamo è una festa ! Penso che la carica di energia e di allegria che passa quando cantiamo e balliamo a "Buona Domenica" abbia un impatto così forte proprio perché è vera ! Ci divertiamo realmente, sia davanti alle telecamere che alle prove o dietro le quinte ! Poi, è ovvio, a volte ci sono battibecchi o ci si trova meglio con certi anziché altri ma questo succede in qualsiasi gruppo e in qualsiasi classe scolastica vera o televisiva che sia. Come dicevo, io sono entrato a metà delle riprese della serie, quando il gruppo ormai era già formato. A causa del mio carattere fondamentalmente timido (il classico timido che all'apparenza può sembrare freddo ma che poi non lo è), inizialmente mi sentivo come un pesce fuor d'acqua; ero parecchio impacciato e ogni sera, quando tornavo nel mio appartamento, mi mangiavo le mani per non riuscire ad essere aperto come avrei voluto! Il mio problema era quello di volere fare amicizia con "l'intero gruppo" ma non sapevo come prendere confidenza. Dopo un po' di tempo ho realizzato che un gruppo è formato da singole persone e così ho cercato di conoscere, uno ad uno, tutti i ragazzi del cast, scoprendo delle persone fantastiche !! Gli stessi protagonisti sono tutti molto simpatici, semplici e veramente bravi ! Anche se molti di loro sono stati conosciuti dal pubblico per "Grandi Domani", alle spalle hanno una lunga gavetta piena di cose anche molto importanti. Meritano davvero molto successo; glielo auguro di cuore !
Chi ti ha aiutato di più, professionalmente, all'interno della fiction ?
Un nome su tutti è quello di Roberto Almagià, il mio agente ! Oltre ad un agente è stato come un fratello maggiore; si è sempre comportato in maniera molto professionale e seria ed ha sempre mostrato di credere in me, fin dall'inizio; gliene sono davvero grato. Un'altra persona molto importante è stata Sonia Troiani, la casting director della fiction che mi ha scelto; oltre ad essere una brava casting director (non solo perché mi ha scelto !!!) è davvero una bella persona. Ovviamente devo ringraziare moltissimo anche Vincenzo Terracciano, il regista di "Grandi Domani", che mi ha permesso di far parte di questo bellissimo progetto.
Una giornata di riprese: tra un ciak e l'altro che clima aleggia?
I ciak si susseguono e si fa solamente una pausa di un oretta per pranzare (alcuni andavano nella mensa interna a Cinecittà, altri al bar). Gli attori si alternano così quando non si è impegnati sul set si può stare in camerino o a guardare la scena che si sta girando in quel momento. Quando eravamo in camerino spesso giocavamo a carte, provavamo i vestiti che ci davano i costumisti per le scene da girare e chiacchieravamo del più o del meno.
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